SERENISSIMA GRAN LOGGIA DEL

RITO SIMBOLICO ITALIANO

PALAZZO GIUSTINIANI - ROMA

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I MM.·. AA.·. del R.·.S.·.I.·. non considerano affatto il loro Rito come una scuola di perfezionamento in quanto la maestria si considera raggiunta con il passaggio al III Grado, dopo il quale il Maestro è idoneo a esercitare il suo compito consistente nell’evolvere e favorire l’evoluzione dei Fratelli e del Pianeta. Infatti la parola "magister" ha lo stesso etimo di "magnus" e non vi è grandezza maggiore di quella di colui che conosce, possiede e trasforma se stesso.

Lo Statuto precisa che "Il Rito Simbolico Italiano è una Fratellanza di Maestri Liberi Muratori, costituita in perfetta parità di doveri e di diritti per elevare la coscienza iniziatìca e per collaborare alla diffusione dei principi massonici (art. 1)" e che "Il Rito Simbolico Italiano non concede ai propri aderenti nuove iniziazioni ma richiede soltanto una promessa solenne di fedeltà ai principi ed alla autorità che presiede all ‘ordinamento rituale (art. 2)".

Vi è poi una premessa al Rituale entrato in vigore nel marzo del 1980; tale premessa reca il titolo "Presupposti iniziatici del Rituale" e vi si legge che il R.·.S.·.I.·. "Mentre si definisce Sentinella Dell’Ordine a sottolineare l’impegno di mantenere e di difendere le caratteristiche iniziatiche proprie della Libera Muratoria, rifiuta qualsiasi cristallizzazione dell’evoluzione spirituale in tappe prefigurate o prestabilite che oltrepassino i gradi propri dell'Ordine. Stabilisce che l’attribuzione del grado di Maestro presume il raggiungimento della perfezione massonica (art. 1).

Nella consapevolezza che la Libera Muratoria costituisce il veicolo mediante il quale viene trasmessa in Occidente la Tradizione iniziatica, il R.·.S.·.I.·. collega il perfezionamento dei suoi membri nella via aperta all'iniziazione massonica al modo come la Tradizione si è presentata in Italia nell'insegnamento di Pitagora. Indica come metodica operativa l’esame pitagoreo e le regole dell’architettura nello studio e nella meditazione attiva dei simboli massonici e di tutti quelli che, provenendo dalla Tradizione iniziatica, tendono alla realizzazione dei suoi aderenti (art. 2).

Consapevole della molteplicità delle impostazioni che la Conoscenza realizza e della diversità delle forme che l'Architettura attua, il R.·.S.·.I.·. non pone limiti alla ricerca della Verità, anche se invita i suoi membri a collegare ogni approfondimento all'insegnamento Pitagorico. E ciò, sia per risalire a quanto in esso è ascoso, sia per riportarvi quello che hanno potuto scavare i Maestri che vi si sono ispirati. Contrario ad ogni dogmatismo filosofico, ideologico o religioso, interpreta liberamente il G.·.A.·.D.·.U.·. (art. 3).

Con l’attribuire valore iniziatico alla massima Conosci te stesso il R.·.S.·.I.·. esprime la sua operosità in un simbolismo attivo, generatore di forze che collegano l’uomo al Cosmo, la materia allo spirito, il finito all’infinito, il passato al presente e all'avvenire. Nella massima Ama il prossimo tuo come te stesso, ed ancora più in quella Fai agli altri ciò che vorresti che gli altri facessero a te, esprime la dedizione all’Umanità e la partecipazione al processo escatologico che fa del Maestro Architetto il diretto artefice del proprio destino (art. 4)".

Si tratta dunque di una Via élitaria, in cui ognuno assume responsabilità prima di tutto verso se stesso, impegnando la propria energia biopsichica nella spinta evolutiva che supera la naturale tendenza umana alla stasi. Ciò costituisce il compito che il Maestro Architetto deve eseguire per la propria realizzazione, compito dunque strettamente individuale. Ma saggiamente i presupposti iniziatici che stiamo esaminando hanno ricordato la sua dedizione all’umanità, ed anzi precisano che la Via iniziatica da lui scelta non implica la negazione del mondo profano con 1'assoluta rinuncia ai beni ed ai problemi contingenti, quando questi siano valutati secondo un principio che, ponendo l'adepto al di sopra delle umane debolezze, gli consenta di promuovere ed agevolare, nel quadro di una più alta giustizia, condizioni favorevoli all'affrancazione dell' umanità ed al completamento della Grande Opera (art. 5).

Pertanto anche il Maestro massone, pur se tale, continua ad avere di fronte a sé una lunga scala da salire: si vede dinanzi sette scalini, ma per quanti ne salga, continua a vederne sempre sette! Ecco dunque l’opportunità che per il Maestro sussistano i Riti, tra i quali ognuno sceglierà quello che gli è più congeniale, che costituiscono la palestra in cui esercitare la propria capacità di vivere. Indipendentemente però da questa scelta, il Maestro massone, in quanto tale, è perfettamente in grado di insegnare, cioè di seguire i nuovi Fratelli, di essere loro di esempio, di portare in ambienti profani gli insegnamenti massonici, di improntare la propria e l’altrui vita ai precetti che gli sono stati inculcati nelle Logge, e per fare ciò non ha necessità di ulteriore perfezionamento.

Il R.·.S.·.I.·., ponendo l’accento sui principi basilari della Tradizione e sulla loro applicazione al piano umano, consente al Maestro di sviluppare in sé il seme che ha ricevuto nei tre gradi di apprendimento, mettendolo in condizione di non venire mai meno al proprio compito. Questo Rito ha ben presente che l’evoluzione riguarda lo stato di coscienza e non la cultura, e partendo da una solida base operativa conduce i suoi Maestri Architetti ad un progressivo affinamento di pensiero e di sensibilità, offrendo loro una visione non frazionata ma globale di quelli che sono i fondamenti e gli scopi della Massoneria.

Conoscere ed amare: il R.·.S.·.I.·. sintetizza in queste due parole l’essenza e la mèta dell’umano vivere e convivere.




Sono queste le basi fondamentali dalle quali il R.·.S.·.I.·. ha potuto prendere le mosse per apportare con i suoi uomini migliori un fermento vivifìcatore nella Comunione italiana ed esercitare una insostituibile funzione di potenziamento dell’Ordine, integrando l’altrettanto vitale opera degli altri Riti riconosciuti.

La forza dell’Istituzione deriva dalla coordinata energia delle volontà individuali, dal sentimento del dovere, dalla fede nei principi, dalla chiarezza degli scopi. E’ quindi preciso dovere di ogni Massone riaffermare il giuramento di coloro che l’hanno preceduto, mantenere viva la fiamma dell’ideale, trasmetterla alle generazioni che verranno, pura e forte come è stata ricevuta dagli "operai attivi ma senza ricompensa" che hanno lavorato prima di lui.


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